martedì 23 dicembre 2014

Aspettando la notte di Natale: il PRESEPE VIVENTE di Roccavignale

La grotta dell'Avvento.
Roccavignale, 22 dicembre 1982. Il Natale è alle porte e in un piccolo borgo nell'entroterra ligure al confine tra Liguria e Piemonte alcune persone si stanno vestendo con abiti confezionati da loro stessi e copiati da quelli delle statuine del Presepe. C'è chi fa un buco a un sacco che il padre usa alla fine di agosto per raccogliere le patate e lo indossa per assomigliare a una schiava palestinese e chi mette quel vecchio gilet di lana di pecora che gira da anni per gli armadi di casa e che sembra quello di un pastore, intanto una mamma aiuta la giovane figlioletta a fermare tra i capelli un velo di spessa stoffa celeste, mentre un'altra mamma poco più giovane, cerca di nascondere con una coperta bianca quel tutone invernale che a sua volta copre una tutina di ciniglia e che sta indossando il suo bimbo di poco più di sei mesi per ripararsi dal freddo e che ancora non sa che sta per ricoprire il ruolo del protagonista della serata.
...
Roccavignale, 22 dicembre 2014. Sono passati trentadue anni e quella mamma che aiutava la giovane figlia a vestirsi oggi ha i capelli bianchi e molte rughe stanno lì a ricordarle quanti sono i Natali che ha già trascorso, alcuni sereni e altri meno... alcuni proprio brutti, da dimenticare! Quel velo di stoffa celeste che è stato al centro di molti sguardi in una fredda sera di molti anni prima, dopo essere diventato uno straccio per togliere la polvere è finito in uno dei tanti e incancolabili sacchetti della spazzatura che un giorno dopo l'altro, la mamma diventata nonna, ha sistematicamente buttato in quello stesso bidone a pochi passi da casa.
Nel frattempo poco distante una ragazza è appena tornata a casa dopo un pomeriggio passato dal parrucchiere: quella sera tutti gli occhi saranno puntati su di lei. Con lo sguardo fisso sullo specchio si mette in testa il cappuccio di quel mantello celeste che le avvolge il corpo e poi corre in in sala: "Mamma come mi sta?" la donna si volta a guardare la figlia e in un nano secondo la sua mente ritorna a quella fredda sera di molti anni prima e ripensa a sua madre che con una miriade di forcine cercava di fissarle quel pezzo di stoffa azzurro che proprio non voleva stare al suo posto e che oggi non esiste più e nello stomaco tornano quelle stesse farfalle, la stessa eccitazione che provò quando era in procinto di interpretare per la prima volta la Madonna del Presepe Vivente di Roccavignale.


 
 Siamo a Strada una delle frazioni di Roccavignale, comune che conta poco più di 700 abitanti e che si trova in provincia di Savona, proprio dove sulle cartine è tracciata la linea di confine tra Piemonte e Liguria. Qui l'evento principale dell'anno è il Presepe Vivente che per le tre serate che precedono il Natale impegna quasi tutti gli abitanti del paese.

La storia che vi ho raccontato sopra è frutto della mia fantasia, ma dinamiche di questo genere accadono davvero in una piccola realtà come questa e chi quest'anno ha vestito i panni del Bambin Gesù, molto probabilmente ha la mamma che in passato ha fatto prima l'angelo del presepe e qualche anno dopo la Madonna e il papà dopo aver smesso l'abito da centurione ha indossato quello dell'oste di una delle locande della festa... e chissà che un domani non diventi anche San Giuseppe?

Quella del 2014 è stata la trentatreesima edizione di questa manifestazione in costume nata quasi per gioco e che oggi attira così tanta gente da aver portato l'organizzazione a mettere a disposizione delle navette gratuite non solo dai comuni limitrofi, ma anche dalla città di Savona che si trova a oltre 30 km.
 
A rendere il tutto ancora più suggestivo sono le case di Strada: qui non esistono palazzi, ma solo singole abitazioni collegate tra loro da porticati e strette stradine costruite in pietra, inoltre durante le tre serate del Presepe le luci dei lampioni nel cuore di questa frazione vengono spente per lasciar spazio alle sola illuminazione del fuoco. Qui i proprietari degli immobili mettono aprono le proprie cantine, all'interno delle quali i ragazzi del posto offrono i cibi tipici della zona come i fazzini (una schiacciata condita con pomodoro e basilico), il pan fritto (piccole palline di pasta di pane cotte nell'olio bollente), le tire (salsicce arrotolate nella pasta del pane) e la polenta col cinghiale, il sugo di porri o di funghi, il tutto innaffiato da un buonissimo vin brulè.

Potrete comprare queste gustose pietanze pagando in talenti, una moneta che potrete cambiare da una delle tante bancarelle degli usurai sparse per il paese...

Oltre a mangiare potrete anche scoprire i vecchi mestieri come il mugnaio che macina il grano o i trottolai che fabbricano e fanno girare le trottole alla vecchia maniera e i tanti figuranti che intrattengono i visitatori vendendo le schiave o solo girando per queste buie vie in costume... Il tutto si svolge intorno alla processione che, passo dopo passo ripercorre le tappe dall'Annunciazione alla nascita di Gesù...

...e anche questo è un modo piacevole per aspettare la notte di Natale...

...e che questo Natale vi porti la realizzazione di quello che avete nel cuore.




8 commenti:

  1. Grazie per questo meraviglioso post, tanti auguri di buon natale Ginevra :-* !

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    1. Ops volevo dire Natascia XD! Mi confondo sempre con il nome del tuo blog!

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    2. :-D ... eh sì... il nome del blog nasce da una storia lunga... ;-) Buon Natale anche a te (in ritardo). A presto!!!

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  2. Ma che bello !! Tanti auguri in ritardo:)

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  3. Risposte
    1. Grazie mille e buone feste anche a te!!! :*

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