venerdì 16 gennaio 2015

Sulle orme della Formula 1: il CIRCUITO di MONTE CARLO

Le tribune montate a Port Hercule in vista del GP di Monaco di Formula 1 del 2011.

"Correre a Monte Carlo è come correre in bici nel salotto di casa"
(Nelson Piquet)

Principato di Monaco, 16 aprile 2011. Quando sento parlare del Principato di Monaco, la prima immagine che mi appare nella testa è il tornantino Grand Hotel Hairpin. Beh il fatto che sono cresciuta a pane e gran premi credo che in qualche modo abbia tarato la mia mente in modo irreparabile e spesso mi ritrovo ad associare molte cose (praticamente tutto) al mondo dei motori, però passeggiare per le strade di Monaco senza pensare alla Formula 1 mette male e non solo perché è su quello stesso asfalto che sfrecciano (e hanno sfrecciato) ogni anno piloti del calibro di Senna, Schumacher, Fangio e via dicendo, ma anche perché i riferimenti a questa competizione sportiva sono tantissimi ... Ecco quelli che ho trovato io...
Il Gran Premio di Monaco di Formula Uno si corre su un circuito cittadino che si snoda nel centro del Principato di Monaco tra i quartieri di Monte Carlo e La Condamaine.
La zona intorno a Port Hercule è quella che ha più riferimenti verso questo sport perché è qui che c'è la linea di partenza (se guardate bene in centro alla strada potrete scorgerne i segni sempre).
 
Foto scattata nella visita del 2015.
 Pochi metri dopo il via, all'altezza della prima curva (la Sainte Devonte che prende il nome della vicina cappella che ho citato nel post su Port Hercule) si trova una statua di William Grover-Williams, il pilota britannico che a bordo di una Bugatti vinse il primo Gran Premio di Monaco della storia nel 1929. Questo personaggio avvolto nel mistero, allo scoppio della II Guerra Mondiale si unì ai servizi segreti del suo paese e come tale venne arrestato dalle SS nel 1943 e ufficialmente fucilato. Dico "ufficialmente" perché secondo alcune voci sembra che sia riuscito a sfuggire alla prigionia e sia tornato a casa adottato il falso nome di Georges Tamba, un signore che morirà investito da una Mercedes guidata da un tedesco (ironia della sorte) nel 1983.

Dopo un rettilineo in salita dove le monoposto passano sotto all'hotel Ermitage e all'Ospedale Principessa Grace e una curva (la Massenet) si arriva davanti al casinò, dopo il quale arriva la mia parte preferita del tracciato che consiste nella Mirabeau Haute, la Grand Hotel Hairpin e la Mirabeau Bas (nella foto sopra). In quell'aiuola che si vede sullo sfondo c'è un altro riferimento alla Formula 1.

Eccola la zona verde che delimita la Curva Portier, all'interno della quale si trova questa monoposto in bronzo.

 Subito dopo si entra nel famoso Tunnel (che noi abbiamo percorso in senso contrario) che fino al 2009 (con l'arrivo del GP di Abu Dhabi) è stato unico in tutta la storia della F1, salvo la parentesi negli anni '80 col GP di Detroit.
Durante la gara del 1984, a Monaco pioveva e l'ingresso nel Tunnel avrebbe potuto creare non pochi problemi ai piloti che si sarebbero trovati a guidare improvvisamente sull'asfalto asciutto. Per questo motivo, sotto richiesta di Niki Lauda (che quell'anno vinse il suo terzo e ultimo campionato del mondo), per tutta la durata del gran premio i vigli del fuoco bagnarono questo tratto di strada coperta.

Queste sono le tribune montate per l'edizione del 2011 del gran premio. La gara quell'anno si è corsa il 29 maggio, ma al momento di questa foto, il 16 aprile i preparativi erano già in stato avanzato.

   Queste tribune (sono le stesse della foto sopra) si trovano nella Curva Piscine che si trova dopo il Tunnel. Vedere la gara che si correrà il 24 maggio 2015 da questi spalti, costa dai 415,00 euro ai 569,00 euro.
Il punto dove ho scattato questa foto (Quai Albert 1er) è dove viene allestita la zona box, la stessa che a dicembre ospita le bancarelle del Village de Noel (del quale vi ho parlato in questo post su Port Hercule).

Ecco l'ultima curva prima del traguardo la Antony Noghes che segue la famosissima La Rascasse.
Antony Noghes è stato un personaggio molto importante per il mondo delle corse: innanzi tutto ha organizzato il primo GP di Monaco della storia, qualche anno dopo che aveva già contribuito a creare il Rally di Monte Carlo nel 1911, inoltre ha anche suggerito l'uso internazionale della bandiera a scacchi.

E proprio in questa zona si trova una statua dedicata a Juan Manuel Fangio, un pilota tra i più vittoriosi di sempre: i suoi 5 titoli mondiali furono superati solo da Michael Schumacher nel 2003, quasi 50 anni dopo le sue vittorie.

Nella targa si ricorda il GP di Monaco del 1955, qui quell'anno Fangio si ritirò per una rottura. Quella gara resta nella storia per il volo in mare di Ascari. Il pilota ne uscirà illeso, ma morirà comunque quattro giorni dopo durante delle prove private sul Circuito di Monza.



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