domenica 22 febbraio 2015

A piedi per GENOVA

"...Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetta la indica signora del mare..."

(descrizione che Francesco Petrarca fa di Genova nel 1358)

Genova, 01 febbraio 2015. Il modo migliore per scoprire una città secondo me è visitarla a piedi. Per sentirne gli odori, i rumori che la caratterizzano, sentire che effetto fa calpestarne la terra, i marciapiedi, l'asfalto...

Ecco un mio veloce itinerario per scoprire Genova a piedi...

Il Porto antico è una di delle cose imperdibili di Genova. Innanzi tutto perché è da qui che partono le storie di marinai e mercanti ambientate in questa città o quelle raccontate da De Andrè nelle sue canzoni, qui ci sono tantissime cose da fare e da vedere (l'Acquario, il Galeone Neptune, Palazzo San Giorgio, il Galata Museo del Mare, la nuova catena di alimenti di prima qualità Eataly...), da qui si possono vedere anche simboli lontani (sto parlando della Lanterna) e inoltre si trova in una posizione comoda per raggiungere alcune delle altre mete principali della città...

Quindi arriviamo, parcheggiamo nei pressi del porto (ho parlato in un post delle molte cose da vedere) e lo attraversiamo velocemente perché gli dedicheremo il tempo che merita prima di tornare a casa, proseguiamo lungo Via Gramsci verso il Galeone Neptune (tanto per intenderci) e una volta superato questo vecchio vascello, attraversiamo la strada e proseguiamo fino a che incontriamo una traversa dal nome Via delle Fontane. Ecco, era "lei" che stavamo cercando... la imbocchiamo.

"...Via del Campo c'è una puttana gli occhi grandi color di foglia 
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano
 e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano..."

(Via del Campo, Fabrizio De Andrè, 1967)

Appena iniziata Via delle Fontane (qui si trovavano numerose fontane pubbliche alimentate dall'acquedotto), sulla destra attira la nostra attenzione un'antica porta chiamata Porta di Santa Fede (dal nome di una vecchia chiesa che oggi è integrata nell'edificio che ospita degli uffici comunali) o Porta dei Vacca (dal nome di un'importante famiglia genovese) e che faceva parte delle antiche mura di recinzione risalenti al primo ventennio del 1300. Oltre questa porta inizia (o finisce dipende dai punti di vista) Via del Campo, proprio quella raccontata da Fabrizio De Andrè nell'omonima canzone.

Famosa per essere una zona losca della città, oggi ci si può tranquillamente camminare con la propria reflex appesa al collo senza correre alcun pericolo.
 A metà di questo caruggio si trova Via del Campo 29 Rosso, un museo dedicato ai grandi cantautori genovesi. Fino al 2010 l'insegna sulla porta diceva "Musica Gianni Tassio" ed indicava un negozio di dischi e strumenti musicali gestito dal signor Gianni Tassio, amico di Fabrizio de Andrè che era cliente di questo negozietto. Alla morte del cantautore la famiglia mise all'asta Esteve (la sua chitarra), che grazie ad un colletta venne acquistata proprio dal signor Gianni per 168.500.000 lire; lui la espose in vetrina, mentre con la somma ricavata Emergency costruì in Sierra Leone un ospedale intitolato al cantante e con una corsia chiamata Via del Campo. Nel 2004, alla morte del signor Tassio, l'attività passò in mano alla moglie e nel 2012, due anni dopo la chiusura, il Comune di Genova decise di comprarlo e trasformato in un museo gratuito.

Alla fine della strada, nella vicina Via Lomellini ha sede la casa natale di Giuseppe Mazzini.

Invece dall'altro lato di Via delle Fontane inizia (o finisce) l'altra importante e nota strada del peccato genovese: Via di Pré. "Pré" sta per "praedia" (ossia poderi) perché qui nei primi anni del del 1100 c'erano solo campi.

Noi diamo una veloce occhiata in giro e proseguiamo fino a quando Via delle Fontane sfocia in Piazza della Nunziata.

"... ma se ghe penso alloa mi veddo o ma, veddo i mae monti e a ciassa da Nunsia..."
"...ma se ci penso allora io vede il mare, vedo i miei monti e la Piazza della Nunziata..."

(Ma se ghe penso, Mario Cappello, 1925)

La piazza prende il nome dalla Basilica della Santissima Annunziata del Vastasto che nel 1700 venne definita dal filosofo Montesquieu come la più bella chiesa di Genova. Entriamo a dare un'occhiata.

Molto bella questa basilica che sorge dove nel 1200 si trovava la piccola Chiesa di Santa Maria del Prato gestita dai frati umiliati e che venne enormemente danneggiata dai bombardamenti della II guerra mondiale.

Proprio di fronte, dall'altra parte della rotonda si trova uno dei Palazzo dei Rolli oggi di proprietà dell'Università di Genova (mannaggia a me che non l'ho fotografato!!!).
I Rolli sono dei signorili palazzi di proprietà di importanti famiglie genovesi, che durante gli anni della Repubblica (che iniziò dall'anno 1000 per poi finire con la conquista di Napoleone nel 1805) ambivano ad ospitare (tramite sorteggio) personalità importanti in viaggio a Genova.
Quello in questione è Palazzo Belimbau che accolse tra gli altri Papa Pio VII durante la sua prigionia per mano di Napoleone.

 Da Piazza dell'Annunziata parte (o finisce) Via Balbi che ospita altri importanti palazzi dei Rolli: il primo che incontriamo è Palazzo Durazzo - Pallavicini che si trova sulla sinistra della foto, di fronte ci sono prima Palazzo Giò Francesco Balbi e poi Palazzo Balbi - Senarega che oggi è sede dei dipartimenti delle facoltà umanistiche dell'Università di Genova. Ancora a fianco (non si vede nella foto) c'è Palazzo Francesco Maria Balbi Piovera oggi sede della Facoltà di Lettere.

Di fronte a quest'ultimo la ex Chiesa dei Santi Girolamo e Francesco Saverio e che oggi ospita una parte della biblioteca studentesca dell'Università degli Studi di Genova.

Attraversiamo di nuovo la strada e ci troviamo davanti all'ingresso di Palazzo Reale. Vale una visita specie se capitate qui la prima domenica del mese perché fa parte dell'iniziativa #domenicalmuseo, quindi è gratis...!

Ci godiamo con calma ogni sala del Palazzo Reale, poi torniamo nel tiepido sole di questa domenica di metà inverno e torniamo indietro. Noi scegliamo di evitare i caruggi e ritorniamo su Via Gramsci così attraversiamo i portici di Sottoripa, i più vecchi portici pubblici di tutta Italia risalenti alla prima metà del 1100.

Camminiamo dentro a questa strada affascinante, piena di botteghe e negozietti che smerciamo cose e sapori di ogni genere, annusiamo il suo odore che sa di antico, di una volta, di vissuto e di mondo fino a quando non incontriamo Via San Lorenzo.

Proseguiamo per questa strada che sembra così larga rispetto alle altre qui intorno e arriviamo di fronte all'edificio religioso più importante di Genova.
La Cattedrale di San Lorenzo risale al 1118 e la leggenda che si porta dietro racconta di una sosta qui da parte di San Lorenzo e di Papa Sisto II durante un viaggio che li avrebbe portati in Spagna. Si dice che qualche anno dopo, quando questi due martiri vennero uccisi in questo punto di Genova, dove la coppia era stata ospitata durante la notte sorse improvvisamente una cappella. I dati reali arrivati fino a noi dicono che  in questa zona in epoca romana si trovasse un cimitero.

La torre sulla sinistra è incompleta per la morte improvvisa dell'architetto.

Eccomi vicino ai uno dei due leoni stilofori (stiloforo significa che serve per sostenere una colonna...) che risalgono alla prima metà del 1800.

Mi sarebbe piaciuto rivedere dentro la cattedrale, perché saranno passati almeno 15 anni dall'ultima volta che ci sono entrata, ma purtroppo era chiusa...!!!

Quindi proseguiamo affiancando questa grande chiesa a strisce e arriviamo in Piazza Giacomo Matteotti. Qui la star assoluta è il Palazzo Ducale uno splendido edificio risalente al 1200 e che è stata la dimora dei dogi della Repubblica di Genova; oggi ospita delle importanti mostre d'arte (fino alla fine di febbraio c'è quella dedicata a Frida Khalo, qualche tempo fa c'era quella di Munch), mentre nel 2001 ha accolto i capi di stato riuniti a Genova per il G8.

Sulla stessa piazza del Palazzo Ducale si torva la Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea. Il nome rievoca Milano, infatti venne costruita nel 569 quando alcuni membri del clero milanese vennero messi in fuga dai longobardi. A differenza della vicina cattedrale era aperta e così siamo entrati...

E mentre facevamo un giro all'interno, il sacerdote ha cacciato una turista cinese che si era comodamente seduta su una panca a mangiarsi un panino...

Usciamo e proseguiamo per la nostra strada, ma prima ci giriamo un secondo e scorgiamo la torre della cattedrale...

Pochi passi e siamo nel centro di Genova: Piazza De Ferrari. Raffaele De Ferrari è un genovese DOC vissuto nel 1800 che nel corso della sua vita è stato senatore del Regno di Sardegna, Duca di Galliera e Principe di Lucedio. A lui è dedicata questa bellissima piazza che al centro ospita dal 1936 una gigantesca fontana in bronzo.

Tra i palazzi che circondano questo angolo di Genova il Palazzo della Nuova Borsa (foto qui sopra) costruito nel primo decennio del 1900 e che oggi ospita mostre ed eventi.

Sempre sulla piazza si affaccia uno dei più noti teatri italiani: il Teatro Carlo Felice, distrutto durante i bombardamenti delle Seconda guerra mondiale e ricostruito solo nel 1991. La statua che si trova davanti all'ingresso rappresenta Giuseppe Garibaldi e risale al 1893.

 E sempre da Piazza De Ferrari partono i portici di Via XX Settembre.

A volte mi piace perdermi tra le tante vetrine di questo chilometro di strada, ma oggi preferiamo perderci tra i caruggi, così svoltiamo a destra verso Via Francesco Petrarca.

Non può passare inosservata la vecchia Porta  Soprana (perché rialzata rialzata rispetto al resto della città) o Porta di Sant'Andrea (dal nome del colle che si trovava qui fino all'inizio del 1900).

 Era una delle porte d'ingresso della città e seppur esistesse già nell'800, l'aspetto attuale risale al 1155.

E' possibile salire sulle sue torri.

La oltrepassiamo e andiamo verso una scalinata di pietra immersa tra gli ulivi...

Scorgiamo da lontano il Chiostro di Sant'Andrea, che proprio due giorni fa avevo visto in tv durante un servizio sulla città.
 E' ciò che rimane del convento di Sant'Andrea che è stato qui dal 1100 al 1904, quando venne spianato il colle di Sant'Andrea.
 E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni
(frase attribuita a Cristoforo Colombo)

E proprio oltre questo chiostro si trova la casa che molto probabilmente ha visto i primi respiri di uno degli italiani più famosi al mondo: Cristoforo Colombo. Dico probabilmente perché i primi anni di vita di questo esploratore sono ancora incerti.

L'edificio attuale è stato modificato rispetto alla sua struttura originale quando vennero demoliti gli edifici intorno durante i lavori di spiano del 1900.

Oggi ospita un museo comunale.


Per oggi decidiamo che va bene così e torniamo verso il porto percorrendo i caruggi a caso... 
...dove spesso il sole sparisce...
 ...così tanto da far venire i brividi (se di freddo o di paura ancora devo capirlo)...
Chiesa di Sant'Agostino.
...mentre a volte gli spazi si aprono per far posto a piccoli luoghi di culto...


... altre per dar sfogo al mare...

... meravigliosamente bella... Genova!


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